Nectarea olio extravergine d'oliva

Approfondimenti e riscontri scientifici


Prevenzione delle malattie cardiache,
cardiovascolari e dell'arteriosclerosi

Una ricerca del Catalan Institute of Oncology (ICO-IDIBELL) di Barcellona, diretta dalla dottoressa Genevieve Buckland e pubblicata sull' "American Journal of Clinical Nutrition" ha dimostrato l'incidenza dell'olio evo (extravergine d'oliva) nella prevenzione delle malattie cardiache e cardiovascolari.
Gli scienziati si sono appoggiati ai dati dell'European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition:Catalan Institute of Oncology informazioni su dieta ed abitudini di vita di 41.000 europei, d'età compresa tra i 29 ed i 69 anni. Alla fine del periodo di controllo (13 anni), Buckland e compagni hanno rilevato 1915 decessi, di cui 956 per cancro, 416 per malattie cardiache e 417 per altre cause.
Tali numeri sono stati setacciati, per individuare un possibile legame alimentazione-salute. In primis, è emerso che la morte per malattie cardiache sone decisamente ridotte a fronte di diete a base di olio evo. Infatti, i consumatori di extravergine vedevano calare la mortalità per le diverse cause, fino al 26% in meno.
Effetto ancora più evidente per le malattie cardiovascolari: chi assumeva circa due cucchiai al giorno (29 grammi) vedeva scendere il rischio di morte specifico del 44%.
Secondo i ricercatori, tale meccanismo benefico è dovuto ai polifenoli ed ai grassi monoinsaturi, capaci di ridurre i coaguli del sangue e lo stato d'infiammazione dell'organismo.
Così la capo-ricercatrice riassume le evidenze raccolte: "L'olio extravergine di oliva è stato associato a un ridotto rischio di mortalità complessiva e una riduzione rilevante della mortalità per malattie cardiovascolari in questa ampia coorte del Mediterraneo. Ciò fornisce ulteriori prove sugli effetti benefici di uno dei principali componenti dieta mediterranea".



Un'ulteriore conferma sui benefici dell'olio evo giunge da uno studio condotto da un'équipe di ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), pubblicato sul Journal of Nutrition, secondo cui il prezioso condimento contiene, oltre a una grande quantità di acidi grassi monoinsaturi (come tutti gli oli d'oliva), anche composti polifenolici dal forte potere antiossidante, in grado cioè di contrastare l'ossidazione di macromolecole biologiche (DNA, proteine e lipidi), che è coinvolta nella patogenesi di molte malattie cronico-degenerative. Non solo: secondo la ricerca ISS, gli antiossidanti presenti nell'olio extravergine di oliva riuscirebbero addirittura a potenziare le difese antiossidanti cellulari endogene.
Istituto Superiore Sanità ISS"Il nostro studio, condotto su macrofagi murini, ha dimostrato che due composti fenolici contenuti nell'olio extra vergine di oliva, e precisamente l'acido protocatecuico e l'oleoeuropeina" - afferma Roberta Masella, ricercatrice del Centro Nazionale per la Qualità degli Alimenti e per i Rischi Alimentari dell'ISS e responsabile dello studio - sono in grado di bloccare completamente il processo di ossidazione a carico delle LDL mediato dalle cellule, impedendo pertanto l'evento iniziale del danno vascolare".
"La novità della nostra ricerca" - continua la ricercatrice - "sta nell'aver dimostrato che tali sostanze, non solo sono in grado di funzionare come antiossidanti in senso stretto, ma sono anche in grado di stimolare, attraverso un effetto diretto sul DNA, la produzione di enzimi antiossidanti cellulari, rafforzando quindi le difese interne proprie dell'organismo nei confronti di fenomeni ossidativi".
L'aterosclerosi è caratterizzata dalla deposizione di grasso nelle pareti arteriose, con formazione della placca ateromatosa che man mano, ingrandendosi, restringe il lume del vaso, impedendo il normale flusso del sangue. Se ciò avviene a carico delle coronarie (le arterie del cuore) può portare a ischemia miocardica e infarto, se invece si verifica nei vasi che portano sangue al cervello si può arrivare all'ictus. Secondo una teoria ampiamente accreditata, l'ossidazione di lipidi plasmatici, in particolare quelli contenuti nelle LDL, favorisce la deposizione dei grassi nella parete vasale dando inizio alla lesione ateromasica. Le LDL ossidate, infatti, vengono facilmente captate dai macrofagi presenti nella parete vasale che rapidamente si trasformano in "cellule schiumose", cioè infarcite di lipidi, dando inizio alla formazione della placca.
Gli antiossidanti polifenolici presenti in verdura, frutta, thè, vino rosso e, appunto, olio extra vergine di oliva, sono in grado, pertanto, di contribuire alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Molti studi epidemiologici, infatti, hanno dimostrato che l'assunzione di polifenoli, attraverso questi alimenti, è inversamente proporzionale all'incidenza di malattie coronariche e di infarto del miocardio.



A sostenere che l'olio extravergine d'oliva aiuta a prevenire i disturbi cardiovascolari sono anche i ricercatori spagnoli del'Università di Cordoba, guidati da Francisco Perez-Jimenez, i quali, nello studio pubblicato su BMC Genomics, affermano che l`extravergine sarebbe in grado di "disattivare" i geni responsabili dello sviluppo di queste patologie.
Università CordobaLa ricerca è stata condotta su 20 partecipanti affetti da sindrome metabolica - e soggetti, per questo motivo, ad un maggior rischio di sviluppare diabete e malattie cardiovascolari -, ai quali è stato chiesto di consumare un pasto condito con un olio extravergine d'oliva ricco di fenoli - antiossidanti naturali -, oppure con un olio d'oliva con un basso livello di composti fenolici. Gli studiosi hanno poi esaminato l'effetto del pasto sulle cellule del sangue, rilevando che l'olio extravergine ricco di antiossidanti e omega-6 aveva diminuito l'attività infiammatoria di 98 geni coinvolti con lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2 e di diverse patologie cardiovascolari.
"Lo studio ha dimostrato che l`olio extravergine d`oliva - spiega Perez-Jimenez - sarebbe in grado di reprimere molti dei geni coinvolti nel processo infiammatorio che causa numerose patologie cardiache e metaboliche".



La FDA (Food and Drug Administration), l'ente statunitense che effettua i controlli sulla sicurezza alimentare e sui farmaci, ha riconosciuto ufficialmente le proprietà benefiche per la salute dell'olio extravergine di oliva, grazie al suo contenuto di grassi non saturi che potrebbero ridurre i rischi di attacchi cardiaci e i problemi cardiovascolari.
FDA Food Drug AdministrationL'ente ha infatti autorizzato i produttori di olio ad indicare in etichetta che “mangiare due cucchiai di olio d'oliva al giorno può ridurre il rischio di danni coronarici”.
Si tratta di un implicito ma concreto invito ai consumatori americani a sostituire con l'olio di oliva i grassi saturi abitualmente consumati, rivoluzionando le loro abitudini alimentari che hanno portato alla crescita esponenziale della diffusione delle malattie dovute ad una non corretta alimentazione.
La possibilità di indicare in etichetta le proprietà terapeutiche dell'olio, provate scientificamente, è una novità assoluta nel mercato mondiale, che potrebbe presto essere estesa anche all'Europa unitamente all'indicazione del Paese di origine delle olive utilizzate, obbligo già da tempo vigente negli USA per l'olio di importazione.


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