Nectarea olio extravergine d'oliva

Approfondimenti e riscontri scientifici


Proprietà antitumorali
dell'olio extravergine d'oliva

Nell’olio extravergine di oliva e nelle olive sono state scoperte alcune sostanze che messe a contatto con le cellule tumorali ne bloccano immediatamente la moltiplicazione: impediscono, quindi, al cancro di crescere.
Università Granada olio tumoreLa ricerca medico scientifica, condotta dagli esperti dell'Università di Granada, in Spagna, è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista di oncologia Bmc Cancer.
Gli scienziati spagnoli, in laboratorio, hanno separato l’una dall’altra tra le 500 alcune sostanze che compongono l’olio extravergine di oliva (prodotto ricavato naturalmente dalle olive per semplice spremitura in frantoio). Hanno poi sottoposto all'azione dei singoli composti alcuni campioni di cellule di tumore al seno. In questo modo hanno scoperto che le sostanze contenute nell'olio extravergine di oliva, i lignani e i secoiridoidi, messi a contatto con le cellule tumorali ne bloccano immediatamente la moltiplicazione.
Dai ricercatori è stato messo in risalto che queste importanti sostanze, non sono presenti negli oli di oliva meno pregiati, che sono ricavati con trattamenti industriali come la somministrazione di calore (il calore viene utilizzato dalle raffinerie, nel processo per abbassare acidità ed eliminare altri difetti come cattivi odori ecc.) o l'aggiunta di solventi chimici.
I lignani e i secoiridoidi, proseguono gli esperti, sono presenti anche nelle olive, ma a concentrazioni meno elevate: per questo, concludono, è senza dubbio utile usare regolarmente a tavola l'olio extravergine di oliva e mangiare spesso questi frutti.



Una ricerca eseguita al Miriam Hospital di Providence (Rhode Island, Usa) ha incoronato l’olio d’oliva, come alimento vincente nella lotta contro il tumore femminile.
Miriam Hospital olio cancroLo studio è stato condotto su 44 donne in menopausa e in sovrappeso con alle spalle una battaglia vinta contro il tumore, l'olio d’oliva si è dimostrato un alleato in grado di tagliare i chili in eccesso più efficacemente.
Mary Flinn che ha coordinato lo studio finanziato dalla Fondazione Susan G. Komen e pubblicato sul Journal of Women's Health ha spiegato il perché "l’olio di oliva è più appagante, riduce l'appetito e al ricorso di spuntini fuori pasto, causa dell'aumento di peso". Numerosi studi infatti, hanno già evidenziato che il sovrappeso e l’obesità, sono un fattore di rischio per la ricomparsa del cancro. In questa ricerca, l'80% delle donne che hanno seguito una dieta a base vegetale di olio d'oliva ha perso più del 5% del loro peso, rispetto al 31% che ha seguito un'altra dieta da 1500 calorie a basso contenuto di grassi.La “dieta mediterranea” è stata "arricchita di olio extra vergine d'oliva, che è una fonte di grassi sani e comprendeva cibi salutari come vegetali, fagioli e altri prodotti vegetali.



Da una ricerca sperimentale in corso di effettuazione presso la Fondazione italiana per la ricerca sulle malattie del pancreas (Fimp) di Verona, diretta dal prof. Claudio Bassi, è emersa una profonda correlazione tra olio extravergine d'oliva e neoplasie pancreatiche. A darne notizia, presente lo stesso Bassi, è uno dei componenti dell'equipe di ricerca, il dott. Francesco Giovinazzo. Gli studi specifici stanno dimostrando FIMP - Fondazione italiana per la ricerca sulle malattie del pancreasche esiste una relazione epidemiologica tra consumo di olio extravergine d'oliva e pancreas.
«Chi consuma più olio extravergine di oliva – ha riferito il dott. Giovinazzo – ha minori possibilità di ammalarsi di tumore al pancreas, come già indicato da indagini precedenti condotte su soggetti abituati a seguire la dieta mediterranea. Dai nostri esperimenti - i primi effettuati a livello mondiale sull'adenocarcinoma pancreatico - abbiamo avuto la certezza che le molecole del lupeol, dell'acido oleico e dello squalene presenti nell'olio extravergine, uccidono le cellule metastatiche del cancro del pancreas. Sono studi molto incoraggianti – ha concluso il dott. Giovinazzo – che stiamo ulteriormente approfondendo e che saranno presentati il prossimo anno in un'assise medica mondiale che si terrà a Chicago».
Dei risultati eccezionali della ricerca ne ha dato conferma il prof. Bassi, responsabile del dipartimento di Chirurgia dell'Università di Verona, presidente nazionale associazione studi sul pancreas, nonché direttore del Fimp, una fondazione nata allo scopo di reperire i fondi necessari per proseguire le indagini sulle malattie pancreatiche, «considerato che di anno in anno diventano sempre più carenti i fondi ministeriali messi a disposizione».



Un altro studio svolto in Gran Bretagna conferma inoltre che l’olio di oliva ha un azione protettiva nei confronti del cancro colorettale.
Oxford University cancro colonLa ricerca, eseguita da Michael Stoneham, dell’Università di Oxford (apparso sul Journal of Epidemiology and Community Health) analizza il regime alimentare di uomini e donne di 28 paesi e 4 continenti.
Oltre a ribadire il legame tra alta incidenza di questo tumore e basso consumo di cereali e verdura, gli scienziati hanno osservato altri tre importanti legami cibo-malattia: sia la carne che il pesce manifestano un’associazione positiva, mentre questa, per l’olio d’oliva è negativa (più consumo di olio evo, minor insorgenza del cancro).


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